Resort 20

A.Teodoro Resort 2020

Dai Primi pigiami di Chanel o di Pucci alle stampe di Lilly Pulitzer e i bikini, il mondo resort ha sempre rappresentato l’aspetto più divertente e ironico della moda ma anche quello più pratico: abiti creati per essere indossati e realmente utilizzati.

Attraversando i 5 continenti e diverse generazioni, il mondo resort sperimenta la contaminazione di molteplici culture e ha influenzato storie di cover prestigiose e il lavoro di grandi fotografi.
Alcuni di questi come Slim Aarons e Norman Parkinson hanno ispirato il mood della pre collezione A.Teodoro 2020, celebrando in modo vibrante e contemporaneo i grandi classici dello stile resort:
Righe, stampe, colori solari, e un senso di leggerezza per estraniarsi anche solo per un attimo dalla propria quotidianità.

Tutti questi elementi sono interpretati nella collezione attraverso l’estetica del brand, richiamo ai grandi classici della couture, impronta architettonica nelle costruzioni, utilizzo di tessuti corposi e materici.
Un grande protagonista di questa collezione è il cotone, dal classico popeline non finito per renderlo croccante come un taffetà, oppure mescolato al nylon per un effetto più tecnico, fino a inserirlo nelle catene delle duchesse per creare un materiale corposo ricco e versatile nello stesso tempo.

La collezione si divide in diverse sezioni complementari, delle capsule che ormai da diversi anni caratterizzano l’impostazione commerciale del marchio.
Il tailoring caratterizzato da tailleur confezionati in modo sartoriale e realizzati con la classica tela vaticana di fresco lana, il gabardine e un canvas rigato tinto in filo, interpretati con un pizzico di glamour.
La parte più formale è caratterizzata dagli abiti cocktail in crepe bianco con dettagli in duchesse nera oppure in envers satin e dagli abiti camicia dai volumi esagerati in organza di cotone seta.
Nella capsule wallpaper invece le stampe floreali, tra cui l’iconico Iris, sono grafiche e bidimensionali riprese da archivi di tappezzerie italiane degli anni 60 e trattate in digitale oppure con effetto chiné.
L’hibiscus black and white invece è stampato a pigmento come se i fiori che lo compongono fossero disegnati direttamente sul tessuto con un inchiostro molto brillante.

 

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